È tra le colline del verde Canavese che da quattro generazioni la Famiglia Mattioda significa cura del territorio, lavoro e tradizione. Dall’idea di riscoprire e valorizzare appezzamenti di terreno incolti e dalla volontà di mettere in risalto le opportunità che questa regione offre è stato scelto di scommettere nel campo dell’agroalimentare. In particolare su di un prodotto che si sta affermando sempre di più nel firmamento delle eccellenze italiane: la nocciola tonda gentile del Piemonte.
Negli ultimi 10 anni sono state messe a dimora oltre 6.000 piante di nocciolo su un terreno che si estende per circa 22 ettari tra i comuni di Bairo, Castellamonte, Cuorgné, Salassa, Ivrea e Rivarolo Canavese.
E questo è solo l’inizio. La sfida è quella di implementare la produzione per rivalutare un territorio che, passata l’epoca dell’industrializzazione e subìto il fenomeno di abbandono di parte della popolazione verso la città, si sta riscoprendo nella sua accezione agricola e nella capacità di mostrarsi attrattivo per il turismo con la sua storia e la sua cultura.


I noccioleti sono interamente coltivati con tecniche meccaniche e la quasi totalità delle concimazioni è di tipo organico. Viene praticata la lotta integrata ai parassiti attraverso la limitazione dell’utilizzo di fitofarmaci ed all’utilizzo di antiparassitari non dannosi per uomo e insetti utili.
Questo perchè viene preso molto sul serio il rispetto dell’ambiente e si crede davvero che la qualità del prodotto finale sia l’immediato risultato di politiche di tutela del terreno e delle sue qualità organiche.

