La Campore

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      La Campore (dal latino “Campus regis”) è stata acquistata nel 1974 dalla famiglia Fiamenghi di Saronno.

      All’epoca era un rustico di proprietà dei Conti Valperga di Masino circondato da circa 38 ettari di bosco ceduo, che ben presto vennero riportati alla loro vocazione originaria.

      Un anno dopo, infatti, si mise a dimora un ettaro di vigne- to e successivamente si ristrutturò il rustico, che divenne la casa vacanze della famiglia Gabriele-Fiamenghi.

      Negli anni Novanta si produssero le prime bottiglie di Er- baluce e nel 2003 si costruì la cantina di vinificazione.

      Quello che inizialmente nacque come uno svago del fine settimana, rivelò altre potenzialità e segnò la nuova era dell’azienda: nel 2008 la famiglia si trasferì da Saronno a La Campore per dedicarsi alla realizzazione del progetto.

      Oggi la gestione aziendale è in mano al giovane Alessan- dro Gabriele e a suo padre Roberto che, dedicandosi alla cura della vigna e della cantina affiancati dall’enologo Maurizio Forgia, continuano l’attività producendo annual- mente circa 20.000 bottiglie.

      La Campore e i suoi vigneti, che costituiscono un corpo uni- co di circa 4 ettari sviluppato attorno all’azienda, si trovano a 475 metri di altitudine sulla collina di Masino, una frazione di Caravino, a pochi passi dal castello omonimo.

      La proprietà, situata nel contesto naturalistico dell’Anfite- atro Morenico di Ivrea, è contraddistinta da terrazzamenti sorretti da antichi muretti a secco in pietra ed è circondata da quei boschi che dipingono di verde il Canavese: una “terra d’incanti” - scrive Giuseppe Giacosa in Il Conte Rosso - ricca di laghi, valli e castelli, al confine tra il torinese, il biel- lese, il vercellese e la Valle d’Aosta.

      Fin dai tempi dei romani il territorio in cui sorge
      La Campore è stato adibito alla coltivazione della vite per via delle favorevoli condizioni pedoclimatiche: esposizio- ne a sud-ovest, clima ventilato e temperato con buona escursione termica tra il giorno e la notte, terreno di origine morenica con importante substrato roccioso, pH acido e tessitura franco-sabbiosa.

      La filosofia di La Campore è incentra sulla valorizzazione
      dei vitigni autoctoni - in primis l’Erbaluce - allevati in forma tradizionale e sul rispetto dell’ambiente. Il vigneto, ornato da rose e da alberi da frutto, è percepito come un giardino dove è possibile passeggiare rimanendo incantati dal panorama che spazia dal torinese alle Alpi.
      La conduzione della vigna rispecchia il lavoro in cantina con la selezione di vini cha esprimono la tipicità del territorio. Per consentire alle uve di manifestare la loro forza varietale le vinificazioni sono semplici, l’uso di coadiuvanti tecnologici è limitato o nullo e l’aggiunta di anidride solforosa è minima.
      Al fine di perseguire l’idea di genuinità, che costituisce uno degli obiettivi cardine dell’azienda, nel 2013 è stata conse- guita la certificazione biologica. Inoltre, figlio di un’idea di Alessandro, nel 2015 è nato il primo vino bianco prodotto da sole uve Erbaluce attraverso una vinificazione “naturale” senza l’aggiunta di solfiti.
      Dalla scelta consapevole di ritorno alle origini, unita all’a- more incondizionato per il territorio del Canavese e al ricor- do delle persone che per prime hanno creduto al progetto, La Campore desidera rappresentare un importante tassello per la vitalità enologica locale.


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